| L’INSOSTENIBILE INUTILITÀ DELLA BOCCIATURA SCOLASTICA COME FORMA DI PUNIZIONE |
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| Scritto da Daniele Novara (www.cppp.it) |
| Mercoledì 10 Marzo 2010 18:18 |
(www.cppp.it) Si annuncia un’altra stagione di bocciature a scuola che andrà ad incrementare ulteriormente il bottino dello scorso anno che aveva visto il raddoppio delle bocciature nella scuola media inferiore e un aumento del 25% nelle scuole superiori dove peraltro già eravamo - come Italia - al Top fra i Paesi dell’OCSE. I recentissimi dati ministeriali parlano chiaro: un aumento del 20% complessivo del 5 in condotta già nel primo quadrimestre (il 5 in condotta significa la bocciatura automatica) con una presenza complessiva di studenti con almeno un’insufficienza del 76%, più di 3 su 4 (nella scuola media inferiore anche
una sola insufficienza impone la bocciatura).Dati assolutamente sconcertanti che invece di inquietare i responsabili del Ministero della Pubblica Istruzione, sembrano indurre negli stessi un’incredibile e serafica soddisfazione, quasi che fosse auspicabile una scuola gestita sull’esclusione, la selezione, la rinuncia, piuttosto che sulla promozione, l’incentivazione e la crescita culturale. A fronte di tagli finanziari sempre più netti che vanno ad incidere significativamente sulle già esangui risorse degli istituti scolastici italiani, non solo quelli pubblici, appare incredibile questa vena autolesionista che vede nell’insuccesso scolastico, non si sa per quale motivo, una sorta di incremento del valore formativo della scuola stessa. Il successo di un’istituzione si definisce sulla capacità di portare i propri clienti verso il raggiungimento degli obiettivi previsti e non il contrario. È come se in Ospedale i dirigenti gongolassero in quanto i pazienti restano in reparto più tempo del previsto, in quanto qualcuno si ammala gravemente e in quanto qualcuno addirittura muore. Mi chiedo fino a quando l’opinione pubblica, in primis i genitori, potrà ulteriormente sopportare e sostenere questo incredibile dispiego di arroganza e menefreghismo istituzionale. Il successo della scuola si stabilisce sulla base della capacità di portare i suoi alunni a conseguire obiettivi significativi nell’ambito dell’apprendimento e a realizzare nei tempi previsti il proprio percorso scolastico. Le bocciature rappresentano anche uno spreco economico e pesano sulle casse pubbliche in quanto i ragazzi restano a scuola più tempo. Occorre che l’opinione pubblica, e in primis gli insegnanti ancorati a un’idea educativa e pedagogica della scuola, si oppongano a questa deriva di oltranzismo punitivo con l’utilizzo del voto scolastico come arma contundente di respingimento degli alunni. Quale vantaggio possa avere la società del disporre di una scuola che aumenta ogni anno il numero di bocciature resta una domanda che in questo momento storico non ha una risposta. Opporsi a una gestione scolastica da Bar Sport, come se la scuola fosse un campionato di calcio dove c’è chi vince e c’è chi perde, è un’esigenza prioritaria in un contesto di emergenza educativa già piuttosto grave. |
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Commenti
Da troppi anni ormai, a causa delle promozioni "facili" degli anni scorsi, le università sono piene di "ignoranti" ai quali, probabilmente, ripetere qualche anno, soprattutto alle medie, non avrebbe fatto poi tanto male.
Per dirne solo una: ho sentito un docente universitario chiedere, durante un esame, qual'era l'anno dell'Unità d'Italia (per la cronaca era una facoltà di lettere) e di fronte al silenzio dell'esaminata ci ha riprovato chiedendole almeno il secolo, e lei ha detto: il '600?
Ora, non essendo l'unico caso del genere in cui mi sono imbattuta, traetene voi le conclusioni...
it's supposed to be a fun and safe place to be
BUT...
for some people it's quite a different story...
Secondo il trattato di Lisbona (2000) entro il 2010 tutti i Paesi dell'Unione Europea si impegnano ad abbattere al di sotto del 10% la dispersione scolastica.
Tuttavia in Italia, secondo i dati più recenti, circa un milione di giovani tra i 18 e i 24 anni sono in possesso della sola licenza di scuola media. Quasi mezzo milione risultano i dispersi che la scuola italiana genera ogni anno.
Quando si parla di abbandono, vale la pena domandarsi CHI ABBANDONA CHI.
Dove finiscono i ragazzi che la scuola si dimentica dietro di sé?
CHI MANCA HA IL DIFETTO CHE NON SI VEDE. CI VORREBBE UNA CROCE O UNA BARA SUL SUO BANCO PER RICORDARLO
(Lettera a una professoressa, Don Lorenzo Milani e i ragazzi della scuola di Barbiana)
(ma...l'opinione pubblica mi sembra irrimediabilmente anestetizzata)
Purtroppo questa politica scolastica dissennata ha effetti irrimediabili sulle vite individuali dei ragazzi.
Mi sono permessa di riportare il suo intervento sul mio blog:
http://canzonepercastor.blogspot.com/2010/05/blog-post.html
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