| Mercedes Bresso non è Cota né Brancher |
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| Scritto da F. Barbano |
| Martedì 29 Giugno 2010 11:31 |
Mi spiace prendere duramente posizione contro un articolo pubblicato su zero321 ma devo dire che sono indignata: già il titolo che accomuna Brancher (che tutti abbiamo avuto modo di conoscere dagli ampi resoconti dati alle vicende in cui è implicato dalla stampa nazionale), Cota che promuove una manifestazione popolare in presenza di un ricorso su cui è chiamata a giudicare la magistratura e Mercedes Bresso mi ha fatto sobbalzare! Così come mi ha fatto male vedere lo spazio che è stato dedicato nello stesso articolo alle tre vicende: dopo che si è introdotto il discorso con Brancher e Cota si prosegue dichiarando di voler aggiungere “due paroline” per quanto riguarda Bresso. Le due paroline diventano poi 9 righe (tante quante ne sono state usate per stigmatizzare
le situazioni ed i comportamenti riguardanti insieme Cota e Brancher) in cui si demolisce la figura dell’ex presidente della giunta regionale del Piemonte, sconfitta alle ultime elezioni per soli 9000 voti. La magistratura ha ora accertato che le firme di 18 dei 19 candidati della lista “Pensionati per Cota” sono false. Una vera e propria truffa. E i voti sottratti con l’inganno, per quanto riguarda queste liste contro cui è stato fatto ricorso sono circa 80 mila.Questi a oggi sarebbero i dati. Siamo ora in attesa delle valutazioni della magistratura. Non occorre essere avvocati (come Cota) o fini giuristi per capire che – se è vero quanto sopra riportato - Mercedes Bresso e la larga coalizione che l’appoggiava hanno perso perché sono state violate le regole della competizione elettorale. Competizione elettorale che - tra l’altro – è stata caratterizzata per una gestione dell’informazione che attraverso in mass media ha penalizzato pesantemente sia l’immagine dell’ex governatore del Piemonte sia i risultati del quinquennio di governo della regione. Quando - dopo la proclamazione dei risultati delle elezioni regionali - Bresso annunciò di voler promuovere ricorso Cota la definì “un caso umano”… nessuno lo ricorda? Non è passato molto tempo. Ma il vilipendio evidentemente è ormai diventato ingrediente essenziale del nostro dibattito politico. E veniamo ora alla questione della carica europea: Mercedes Bresso è stata nominata Presidente del comitato europeo delle regioni lo scorso 10 febbraio: è il primo presidente italiano del Comitato delle Regioni, la prima donna, l'unica donna, la sola italiana in questo momento al vertice di un organismo europeo. E’ stata una nomina importante data ad una persona giudicata particolarmente qualificata per esperienza e curriculum. (Cfr http://europa.eu/institutions/consultative/cor/index_it.htm). I componenti del Comitato sono nominati su proposta degli stati membri (nel nostro caso il governo italiano) e durano in carica 4 anni. Il Comitato, composto di 334 rappresentanti elegge al proprio interno il Presidente, nel nostro caso Mercedes Bresso che, nel discorso pronunciato dopo la sua elezione, aveva così delineato le priorità del suo mandato: lotta ai cambiamenti climatici, il lancio di una strategia di Lisbona rinnovata, l'impegno a migliorare la politica di coesione dell'UE evitando ad ogni costo la sua rinazionalizzazione, il coinvolgimento degli interessi regionali e locali nel dibattito sulle prospettive finanziarie dell'Unione, la riuscita attuazione del nuovo strumento giuridico GECT (Gruppo europeo di cooperazione territoriale). Dopo il ribaltamento determinato dal risultato elettorale (ora sub iudice) Cota aveva legato la propria accettazione della permanenza di Mercedes Bresso all’interno dell’organismo europeo - atto istituzionale DOVUTO - al ritiro della sua firma al ricorso contro il risultato elettorale. Ora vogliamo chiederci: chi aveva più interesse al ritiro di quella firma? E chi aveva interesse a portare avanti il lavoro di coinvolgimento degli interessi regionali e locali nel dibattito sulle prospettive finanziarie dell’Europa? Qualcuno una volta disse: “Un politico pensa alle prossime elezioni. Un uomo di stato alle prossime generazioni”. Per fortuna adesso in politica abbiamo anche le donne! ... Troppo poche purtroppo, specie se della statura di Mercedes Bresso. Se chi scrive su questo blog vuole continuare a rappresentare una voce libera, prima di fare affermazioni basate sulle stesse fonti che con così poco equilibrio hanno gestito l’informazione (vera emergenza nazionale ormai) durante la campagna elettorale della scorsa primavera, dovrebbe forse documentarsi meglio e magari riflettere anche un pochino. Altrimenti basta (e avanza!) leggere quanto viene riportato sulle pagine piemontesi del sito della Lega. |
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Mi spiace prendere duramente posizione contro un articolo pubblicato su zero321 ma devo dire che sono indignata: già il titolo che accomuna Brancher (che tutti abbiamo avuto modo di conoscere dagli ampi resoconti dati alle vicende in cui è implicato dalla stampa nazionale), Cota che promuove una manifestazione popolare in presenza di un ricorso su cui è chiamata a giudicare la magistratura e Mercedes Bresso mi ha fatto sobbalzare! Così come mi ha fatto male vedere lo spazio che è stato dedicato nello stesso articolo alle tre vicende: dopo che si è introdotto il discorso con Brancher e Cota si prosegue dichiarando di voler aggiungere “due paroline” per quanto riguarda Bresso. Le due paroline diventano poi 9 righe (tante quante ne sono state usate per stigmatizzare
le situazioni ed i comportamenti riguardanti insieme Cota e Brancher) in cui si demolisce la figura dell’ex presidente della giunta regionale del Piemonte, sconfitta alle ultime elezioni per soli 9000 voti. La magistratura ha ora accertato che le firme di 18 dei 19 candidati della lista “Pensionati per Cota” sono false. Una vera e propria truffa. E i voti sottratti con l’inganno, per quanto riguarda queste liste contro cui è stato fatto ricorso sono circa 80 mila.
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Commenti
Brancher e il suo smaccato tentativo di farla franca mi indigna, come cittadino e come donna sottoposta alle leggi di questo Stato. Pur di non perdere la libertà di rubare ancora fa questa parte priva di qualsiasi dignità.
Bresso e le sue giravolte mi deludono, come cittadino e come elettore. Ma sta anche difendendo 5 faticosi anni di operato, spazzati via da una truffa.
Non mi riconosco in Cota. Non ne voglio sapere di altri Brancher. Ma i valori della Bresso sono anche i miei; il messaggio di delusione va mandato, e sta a noi mandarlo. Sta a lei capire. Ma era lei il "mio" Presidente.
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