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Notizie dal comune di Novara
Casa Bossi: anche in Canada la notizia del tentativo di salvataggio. Il "Corriere Canadese" pubblica la notizia nell'edizione on-line PDF Stampa E-mail
Scritto da MASSIMILIANO BORDIGNON (http://www.corriere.com)   
Lunedì 09 Agosto 2010 08:39
(http://www.corriere.com) Casa Bossi, la vittoria della comunità novarese. Molta strada da fare, ma già raggiunti importanti obiettivi. TORONTO - Si chiama Casa Bossi, ma non ha nulla a che vedere con il politico “lumbard”. Anzi, è uno dei simboli di Novara, anche se a rischio. Un rischio che i cittadini novaresi, riunitisi in un apposito comitato (www.casabossinovara.it) stanno però riuscendo a scongiurare, come spiega Gabriella De Paoli del “Comitato d'Amore per Casa Bossi”. «Questo comitato era già nato a gennaio, per riportare alla vita questa casa, abbandonata da 50 anni, ma donata dal signor Bossi al Comune, che però, per mancanza di fondi, non se ne era mai potuto occupare. Per questo il degrado era peggiorato, tanto che ora ci sono delle parti pericolanti nei piani superiori. Così il Comune ha pensato che l’unica soluzione fosse quella di venderla. Questo però è un simbolo di Novara, realizzato dall’architetto Alessandro Antonelli, uno dei più importanti dell’800 che ha fatto grandi opere di ingegneria su grandi mattoni, senza usare ferro o cemento armato, ma che soprattutto è quello che ha costruito sia la Mole Antonelliana di Torino sia la cupola di San Gaudenzio a Novara».
Come siete organizzati?
«Lavorando come comitato ci siamo attivati da subito. Con il Comune c’è stato un dialogo positivo e infatti la vendita è stata bloccata, poi ci hanno dato la possibilità di aprire il piano terra con degli eventi che noi abbiamo organizzato pagando di tasca nostra. Siamo rimasti commossi quando a gennaio abbiamo riaperto la casa per la prima volta. Faceva freddo, ma sono venuti in duemila, mentre ci aspettavamo al massimo un centinaio di persone. Così abbiamo replicato coinvolgendo altre associazioni di commercianti e il conservatorio di Novara. Abbiamo coinvolto anche esponenti della cultura di Novara, tra cui un importante architetto, Vittorio Gregotti, ma anche attori e scrittori. Ora al comitato, che è apolitico, sono iscritte centinaia di persone, a cui abbiamo chiesto un contributo simbolico».

 

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