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Notizie dal comune di Novara
Chi era Enrico Massara (7 settembre 2009 - 7 settembre 2010) PDF Stampa E-mail
Scritto da Camminando attraverso la storia – Ist. Storico della Resistenza di Novara e VCO (trascr. C. Migliavacca)   
Martedì 07 Settembre 2010 14:39
(nella foto foto il cap. Enrico Massara con la "staffetta partigiana" di Lumellogno, Maria Giovanna Giudice, medaglia di bronzo al Merito Civile) Enrico Massara  nacque nel 1918 a Novara, dove frequentò il Circolo cattolico "S. Giorgio"¹ in cui conobe Giulio Pastore, Angelo Del Boca, Oscar Luigi Scalfaro ed Eraldo Gastone. Dopo aver conseguito l'abilitazione magistrale si iscrisse all'Università Cattolica del S. Cuore a Milano, insegnando contemporaneamente alla Civica Scuola di Avviamento Professionale di Omegna. Nel 1941 fu ammesso al corso sottufficiali carristi a Vercelli al comando di Alfredo Di Dio. L'8 settembre 1943 si trovava come sottotenente di artiglieria a Casale Monferrato, da cui riuscì a fuggire prima dell'arrivo dei tedeschi e raggiungere a piedi Novara. Ricercato, si portò dapprima in Valle Strona e, successivamente, a Quarna dove entrò a far parte della formazione di Filippo Maria Beltrami.
   Dopo il trasferimento in Valle Strona alla fine di dicembre 1943, ritrovò a Forno il Comandante Alfredo Di Dio. Qui strinse amicizia con Antonio Di Dio e con Cesare Bettini.
   L'8 gennaio 1944, Massara comandava il gruppo di difesa al convento di Ameno che ospitava l'incontro di Beltrami con il Prefetto e il Questore di Novara.
   Il 16 gennaio 1944, mentre il comandante Alberto Li Gobbi, con un centinaio di uomini si trovava in Valsesia in aiuto di Moscatelli, Beltrami rioccupò Omegna e Massara comandò il "present'arm" di fronte alla popolazione in festa.
   Seguì tutte le vicende della "Brigata Patrioti Valstrona" fino al 13 febbraio 1944 (battaglia di Megolo), giorno in cui proprio a Megolo fu catturato dai tedeschi, bastonato e rinchiuso in un carcere provvisorio da cui riuscì, qualche ora dopo, a evadere.
   Ai primi di marzo 1944, chiamato da Alfredo Di Dio, fu tra coloro che diedero vita alla nuova formazione partigiana, il "Gruppo Patrioti Ossola" denominata in seguito "Valtoce". Partecipò così alla convenzione per la costituzione di una zona neutrale a Omegna e Crusinallo nell'agosto 1944.
   Durante la Repubblica dell'Ossola, tra il settembre e l'ottobre 1944, fu comandante del presidio di Domodossola per la "Valtoce".
   Costretto all'espatrio, dopo aver partecipato all'ultimo scontro alle Casse di Val Formazza per la difesa della repubblica, fu internato in Svizzera dove, nei confronti dei comandi elvetici, divenne "responsabile" di alcuni campi nei quali erano internati i partigiani italiani. Falliti alcuni tentativi di fuga, rientrò in Italia dopo la Liberazione.
   Nell'agosto del 1945 fu nominato capitano di Pubblica Sicurezza; dopo qualche anno, dimessosi dal Corpo di Polizia, entrò, grazie a Moscatelli, nel Movimento Cooperativo e vi rimase fino al 1979. Iscritto al Partito Socialista Italiano dal 1945.
   E' stato fondatore e Presidente dell'Istituto Storico della Resistenza "Piero Fornara" di Novara, presidente dell'Anpi interprovinciale. E'attulamente presidente onorario dell'Anpi e presidente onorario della "Casa della Resistenza" di Fondotoce di Verbania di cui è stato socio fondatore.
   Ha pubblicato: Crimini dei nazifascisti in provincia di Novara, La Foresta Rossa , Novara, 1956; Novara, 24 ottobre 1944. Rappresaglia, Grafica Novarese, Novara, 1980; Antologia dell'antifascismo e della resistenza novarese, Grafica Novarese, Novara, 1984; Mon viuex capitaine (a cura di Mauro Begozzi), Tipografia San Gaudenzio, Novara, 2004. Suoi articoli sono apparsi numerosi in "Resistenza unita", "Il Lavoratore"; "Stella Alpina"; "Resistance unie".
Il 7 settembre 2009, Il cap. Enrico Massara ha raggiunto il “cielo degli Eroi” ritrovando i suoi compagni d’avventura che ci offrirono la Libertà e la Democrazia.


 

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