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Viva Roberto

Notizie dal comune di Novara
Chi ha ucciso Ettore Marcoli? PDF Stampa E-mail
Scritto da www.dalpolonord.it   
Martedì 10 Agosto 2010 20:13
Anche ad agosto dobbiamo ricordare che c'è un omicidio irrisolto e un territorio silenzioso. Anche zero321 si chiede "chi ha ucciso Ettore Marcoli?". Aspettiamo una risposta. (Redazione) (www.dalpolonord.it) Susanna Pulici e il piccolo Lorenzo passeggiano per Novara tutte le mattine, tempo permettendo. Sono la moglie di 34 anni e il figlio di appena uno, di Ettore Marcoli l’imprenditore, nemmeno quarantenne, ucciso nel gennaio scorso,una sera che era rimasto in ufficio. Un’esecuzione: sentenziarono gli inquirenti. Un fatto, che per un po’ lasciò l’intera comunità novarese nell’angoscia. Poi più niente. La polizia cominciò a non avere più elementi nuovi da comunicare alla stampa e ai parenti e la gente iniziò a scordarsi di Ettore. Ma non i suoi amici e naturalmente non la moglie Susanna. “Le lascio queste. Vorrei che scegliesse le migliori. Ce n’è pure una in cui Ettore è con Lorenzo, nato da poche settimane”.  La signora Marcoli mi porge un bel po’ di foto che ritraggono il marito. Sono scatti fatti durante le vacanze o nei più intimi momenti di relax. Una è un vero e proprio colpo al cuore: Ettore Marcoli dorme col piccolo Lorenzo tra le braccia, mentre qualche lama di sole trapassa persiane socchiuse.
Si capisce che è un sonnellino di quelli pomeridiani, che un padre può concedersi nella pausa pranzo o in un giorno di festa, in uno di quelli liberi dal lavoro. Un colpo al cuore, appunto, se pensi che quel giovane padre morirà di lì a poco, forse ucciso dal suo stesso lavoro. “Ricordo che il perito balistico – racconta Susanna Pulici – mi spiegò che fu usato un fucile a canne mozze, caricato a pallettoni, ma vecchio… Vecchio di almeno cinque anni”.
Anche per particolari come questo quello di Marcoli è stato subito considerato un omicidio maturato negli ambienti della criminalità organizzata. Non che la vittima c’entrasse nulla con quel mondo: le indagini hanno evidenziato un passato limpido e nessuna ombra. Ma il settore lavorativo lascia pochi dubbi: le costruzioni, l’edilizia ed il movimento terra.
 L’omicidio è avvenuto a Romentino, un sobborgo di Novara non distante dal confine con la Lombardia. Ettore Marcoli lì aveva il suo ufficio, alla Romentino Inerti, dove un sicario ha fatto la sua comparsa per uccidere e poi dileguarsi. Nessun furto! E la cassaforte non è stata toccata, anzi nemmeno cercata.
“Sapevo che l’ambiente di lavoro di Ettore era particolare – dice Susanna – ma non a quel punto. Tra l’altro mio marito era assolutamente sereno in quei giorni. Non nascondo che in passato abbia attraversato momenti delicati, in cui lo vedevo visibilmente preoccupato, ma allora no! Quella sera lo aspettavo a casa come al solito. Poi verso le 21, non vedendolo arrivare, mi sono preoccupata e ho cominciato a chiamare mio suocero che lavorava con Ettore. Niente: il telefono squillava a vuoto.
A quel punto è suonato il citofono; era mia madre che chiedeva di salire. Quando ho aperto la porta e l’ho vista in compagnia di due carabinieri, ho capito che il mio Ettore non c’era più!” Il Procuratore capo di Novara Francesco Saluzzo qualche giorno dopo l’omicidio ha sbottato con una frase del tipo: “Qualcuno sa ma non parla!” Ed in effetti potrebbe essere stata l’omertà ad aver impantanato gli inquirenti durante le indagini.
Nessuna novità, quindi, su chi abbia fatto fuori Ettore Marcoli. Un “Cold case” in piena regola: un misterioso omicidio dalla soluzione ben lontana a venire e che rischia l’archiviazione. “Per me – riprende Susanna - la questione è soprattutto mio marito che non c’è più, il nostro amore interrotto e Lorenzo che stenterà a ricordarsi del padre.
Certo, poi viene la necessità di fare giustizia, di un colpevole da prendere a tutti i costi, ma le speranze sono poche perché sono passati mesi senza che ci siano stati progressi”. Per riempire tutti i vuoti che l’omicidio di Ettore Marcoli ha lasciato, lo scorso giugno è nata l’associazione culturale che porta il suo nome. Per prima cosa gli amici, e naturalmente Susanna, hanno voluto ricordare il giovane imprenditore, tornando con la mente alle sue passioni ed al suo carattere espansivo e “buono”.
Ma tra gli obiettivi c’è anche quello di far presente a tutti che esiste un omicidio ancora irrisolto in città. “L’idea – spiega Susanna, che è la presidentessa onoraria dell’associazione - è nata dalle parole che sono state pronunciate durante il funerale, quando i nostri amici hanno letto i loro messaggi. Dobbiamo fare in modo di mantenere vivo, hanno detto, quello che era il mondo di Ettore, con tutte le sue stravaganze e la creatività”.
Ettore Marcoli era un imprenditore del settore delle costruzioni, ma nella vita privata era un appassionato di storia, di filosofia e di viaggi. Amava, per esempio, ridisegnare i confini d’Europa; era il suo hobby: una passione davvero particolare. Faceva lunghe partite a Risiko e pianificava gite “impossibili”. “Pensava all’Amenia per il nostro viaggio di nozze – racconta Susanna – ma sono riuscita a convincerlo per una meta più classica, il Brasile”. L’Associazione Ettore Marcoli ha già 40 soci.
La prima iniziativa è stata quella di seminare un campo di angurie: un’idea sui generis ma nel vero spirito di Ettore, anche perché tratta un’altra delle sue passioni. Ma non mancheranno progetti più istituzionali: un concerto per settembre, una mostra fotografica e presto una serie di borse di studio per le scuole di Novara. Un modo per ricordare un uomo e chiedere giustizia, sconfiggendo l’omertà e la distrazione.

 

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