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Viva Roberto

Notizie dal comune di Novara
Valle dell’Erno: Il 23 agosto Assemblea pubblica a Lesa PDF Stampa E-mail
Scritto da Comunicato stampa   
Martedì 17 Agosto 2010 11:48
«Non possiamo permettere che il nostro territorio sia solo un’occasione per fare affari. Proviamo a costruire un movimento che si opponga alla devastazione della nostra Valle». Così si apre il volantino con il quale l’Associazione Lesa nel Cuore convoca un’assemblea pubblica per denunciare il rischio della devastazione della Valle dell’Erno e tentare di costruire un argine di resistenza. Il volantino che l’accompagna è esplicito e riprende parte degli argomenti già pubblicati sul mensile dell’Associazione: «Se non ci muoviamo la nostra Valle verrà interessata da lavori devastanti che cambieranno per sempre lo stato dei luoghi. Ciò non accade per utilità sociale, ma a vantaggio di un gruppo di privati che, prelevando l’acqua del torrente Erno, intendono produrre energia elettrica da rivendere sul mercato. Anche se ci dicono che ormai tutto è deciso non vogliamo restare immobili senza far niente. Vogliamo verificare se riusciamo a trovare altra gente, tanta, che abbia la voglia e il coraggio di muoversi per sviluppare una grande mobilitazione in difesa della nostra valle. Non chiediamo a nessuno quale sia la sua idea politica o da dove arrivi, non ci interessa. Quel che chiediamo è la sua disponibilità a mettersi in gioco, a perdere qualche giornata, a organizzare presidi, iniziative, proteste che possano cambiare quello che sembra inevitabile. Quando le popolazioni si muovono indifesa del proprio territorio a volte riescono a cambiare lo stato delle cose esistenti. Bisogna crederci. Possiamo ancora ributtare indietro i voraci invasori che in nome del profitto si stanno impadronendo della nostra valle e del nostro torrente e per far questo i canali istituzionali non bastano. Ci sono battaglie che vanno date anche quando tutto sembra deciso, anche a costo di perderle. Non è tempo di tentennamenti né di distinzioni. O ci si muove o sarà troppo tardi. Un giorno, nel futuro, forse qualcuno chiederà conto del nostro comportamento e ci dirà: «Com’è potuto accadere che qualcuno si impossessasse della nostra acqua, devastasse il nostro territorio, cambiasse la natura della nostra Valle?». In quel momento potremmo raccontare che abbiamo provato a resistere ma abbiamo perso, oppure potremmo raccontare tutti insieme che un giorno di fronte all’insipienza e alla pavidità delle istituzioni la gente che abita in queste zone ha deciso di non regalare il proprio futuro a nessuno e ha cominciato a muoversi. Proviamoci».
 

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