| Il Comune vuole fare cassa con gli asili? |
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| Scritto da R. L. |
| Giovedì 18 Giugno 2009 08:02 |
Che cosa sta succedendo intorno alle Ipab novaresi? Da più parti zero321.it riceve richieste di informazione circa i progetti del Comune di Novara volti a scardinare le Ipab novaresi che si occupano di assistenza all'infanzia e cioè l'asilo Ricca, il San Lorenzo e l'Opera Pia Negroni. Ricordiamo ai nostri lettori che le Ipab svolgono a Novara un servizio che dovrebbe essere garantito dal Comune ma che il Comune non riesce a svolgere. Per questo esistono delle convenzioni con i tre istituti in base alle quali essi operano per assicurare un servizio alla cittadinanza. Da un po' di tempo in qua, tuttavia, sembra che il Comune sia sempre meno propenso a pagare a tali enti ciò che deve loro, e che stia facendo pressione sui consigli di amministrazione per ottenere lo scioglimento dei tre enti e il loro accorpamento. Niente di male se ciò comportasse una razionalizzazione dei costi e/o un miglioramento del servizio (a parte, naturalmente, la perdita di
tre antiche e prestigiose istituzioni che fanno parte della storia della città e delle sue tradizioni), ma i genitori che portano i loro figli presso i tre asili e anche ambienti interni al funzionariato comunale, suggeriscono che non sia così e ci chiedono informazioni. Ci piacerebbe che zero321.it avesse la forza redazionale per rispondere con un'inchiesta a questi dubbi. Ci piacerebbe che l'informazione locale novarese fosse più interessata alle politiche della destra. Ma tant'è. Poiché la nostra forza è limitata non possiamo far altro che proporci come tramite verso il sindaco e il consiglio comunale delle domande che i cittadini ci rivolgono. E le domande sono queste:1) E' vero che il patrimonio dei tre enti che ammonta a più di 6 milioni di euro in immobili e di 400.000 euro in liquidità, dovrà essere conferito al Comune secondo la bozza di convenzione che il Comune ha fatto circolare presso i consigli d'amministrazione? 2) E' vero che sulla base della nuova convenzione che il Comune propone non c'è nessuna garanzia che quel patrimonio venga poi impiegato per gli scopi istituzionali dei tre enti ma potrà essere usato dal Comune per far cassa (e di cui pare ci sia un gran bisogno per coprire "buchi" di bilancio)? 3) Il Comune garantirà il medesimo livello di servizi ai cittadini o dovremmo attenderci un peggioramento del servizio erogato (minore disponibilità di posti per i bambini, rette più alte)? 4) E' vero che si parla in certi casi di un aumento delle rette da 50 euro a 200? 5) E' vero che aumenterebbero ancora le rette da 560 euro mensili dell'asilo nido? 6) E' vero che anche tra i consiglieri di amministrazione nominati dalla maggioranza cittadina c'è perplessità sull'intera operazione? 7) E' vero che il sindaco avrebbe indetto nei giorni scorsi una riunione di tutti i consiglieri nominati dalla maggioranza cittadina per dare loro le direttive su come gestire l'operazione nei singoli consigli di amministrazione? 8) E' vero che i sindacati non sono stati né avvisati né coinvolti in un'operazione che potrebbe avere significative ricadute occupazionali? 9) E' vero che il numero delle maestre potrebbe essere dimezzato producendo così uno scadimento del servizio pubblico? 10) Perché non c'è nessun dibattito pubblico sui servizi all'infanzia che interessano tanti cittadini che lavorano e pagano le tasse? 11) E' vero che tutta l'operazione dovrebbe andare in porto durante l'estate quando l'attenzione dei media e dei cittadini è ridotta? Le domande sono naturalmente rivolte al sindaco e all'amministrazione comunale che speriamo smentisca ogni cosa. In subordine esse interrogano i consiglieri comunali di minoranza e tutti i cittadini. Chiediamo ai lettori o a chi fosse a conoscenza di informazioni più precise, di inviarle a questa redazione o ai quotidiani locali perché si apra un dibattito sulla programmazione delle politiche per l'infanzia a Novara. Non dimentichiamoci che Novara è la città di Marcella Balconi. Ma Novara è ancora interessata ai suoi bambini? |


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Che cosa sta succedendo intorno alle Ipab novaresi? Da più parti zero321.it riceve richieste di informazione circa i progetti del Comune di Novara volti a scardinare le Ipab novaresi che si occupano di assistenza all'infanzia e cioè l'asilo Ricca, il San Lorenzo e l'Opera Pia Negroni. Ricordiamo ai nostri lettori che le Ipab svolgono a Novara un servizio che dovrebbe essere garantito dal Comune ma che il Comune non riesce a svolgere. Per questo esistono delle convenzioni con i tre istituti in base alle quali essi operano per assicurare un servizio alla cittadinanza. Da un po' di tempo in qua, tuttavia, sembra che il Comune sia sempre meno propenso a pagare a tali enti ciò che deve loro, e che stia facendo pressione sui consigli di amministrazione per ottenere lo scioglimento dei tre enti e il loro accorpamento. Niente di male se ciò comportasse una razionalizzazione dei costi e/o un miglioramento del servizio (a parte, naturalmente, la perdita di
tre antiche e prestigiose istituzioni che fanno parte della storia della città e delle sue tradizioni), ma i genitori che portano i loro figli presso i tre asili e anche ambienti interni al funzionariato comunale, suggeriscono che non sia così e ci chiedono informazioni. Ci piacerebbe che zero321.it avesse la forza redazionale per rispondere con un'inchiesta a questi dubbi. Ci piacerebbe che l'informazione locale novarese fosse più interessata alle politiche della destra. Ma tant'è. Poiché la nostra forza è limitata non possiamo far altro che proporci come tramite verso il sindaco e il consiglio comunale delle domande che i cittadini ci rivolgono. E le domande sono queste:
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