Riceviamo da un insegnante precario e pubblichiamo volentieri: Novara è davvero una bella città il sabato mattina e per chi ha del tempo libero lo è ancora di più. Figurarsi per un precario della scuola vittima dei tagli indiscriminati della riforma Gelmini? E soprattutto dei troppi che hanno la sfortuna di non rientrare nemmeno nella definizione di precario che permette di beneficiare del recente decreto salva precari. Immaginatevi di essere uno di questi scomparsi che hanno tanto tempo da
perdere. Quando hai del tempo libero ed è sabato mattina ti vien voglia di leggere in santa pace il giornale ed è proprio allora che scopri che Novara è davvero una bella città, e lo scopri a pagina 52 de La stampa. E se sei invece tra quanti hanno ancora qualche speranza di essere assunti e attendi una chiamata dalle segreterie come si attende una grazia davanti alla cappella di un santo, ugualmente sarà sabato mattina anche per te, scivolerai in silenzio fino al tuo solito caffè, comprerai il tuo giornale e ti siederai in santa pace a scoprire che Novara è veramente una bella città, e questo non appena arriverai a pagina 52.
Se invece sei uno di quelli che per ora ce l’hanno fatta e sei stato assunto fino al 30 giugno, ma hai passato la settimana a cercare di tenere insieme da solo sette alunni disabili perché la nuova riforma ha creato un ritardo enorme nelle nomine, ugualmente quel mattino di un sabato qualunque avrai voglia di leggere il tuo giornale e, allo stesso modo del tuo collega scomparso di cui sopra, scoprirai che Novara è davvero una bella città, sempre grazie a quello che leggerai alla ormai nota pagina de La Stampa. Scoprirai infatti che qua da noi tutto è diverso e che la parola “razionalizzazione” che a te ha tagliato le gambe per alcuni ha invece un significato positivo. È sempre bello conoscere il significato delle parole, pensi, mentre un cameriere ancora assonnato ti porta il caffé al tavolo.
Apri dunque La Stampa a pagina 52 e scopri che la Consulta studentesca provinciale di Novara ha creato una storia con cui si illustreranno i contenuti della riforma Gelmini. Si tratterà di un fumetto che farà primeggiare la tua provincia al Salone europeo della comunicazione pubblica amministrazione che si terrà a Milano il prossimo novembre. Il 3 e il 4 per la precisione, leggi sul giornale: giusto due giorni dopo la festività di tutti i morti, ti vien da pensare a te che ufficialmente sei tra gli scomparsi o i morituri. Ma è solo una strana casualità. Quello a cui devi pensare invece è che la tua provincia andrà al Salone europeo della comunicazione e che per questo tu devi essere felice perché in quell’evento Novara rappresenterà il Piemonte intero.
Eppure, sarà perché sei pessimista e certe volte ti fa male il fegato, in quel preciso momento in cui dovresti gioire come ti invita a gioire il giornalista de La Stampa, ti assale un brutto presentimento. Ma è sabato mattina e non devi essere pessimista, non devi ammalarti di mal di fegato: nella scuola che dovrà premiare il prestigio il Salone europeo della comunicazione è sinonimo di prestigio e tu questo lo devi capire.
Poco importa se la realtà è diversa, sembrano suggerirti dalle pagine del giornale i ritratti rilassati del provveditore e del direttore dell’ufficio scolastico: non pensarle le facce dei tuoi alunni che aspettano ancora un docente di filosofia chiamato da chissà quale coda; non considerarli quei diversamente abili che da Borgomanero a Romagnano a Gattinara sono anime in pena alla deriva. Se ti fanno star male, non guardarle le aule superaffollate che hanno valso una denuncia alla Gelmini da parte del Codacons. Se ti da il capogiro, non pensare ai gironi danteschi nei quali si dividono in perenne lotta tra loro i docenti del sud e quelli del nord, quelli abilitati e quelli no.
Se non ti fai distrarre da queste inezie e leggi attentamente i giornale, ti accorgerai che la baracca sta andando avanti perfettamente e che sul carro del Salone della comunicazione sono saliti tutti: dal provveditore che si inorgoglisce per la possibilità della scuola novarese di primeggiare in tutto il Piemonte, al direttore dell’ufficio scolastico provinciale che elogia l’eccellenza tecnologica di una scuola che può partecipare ad un simile evento. Per non parlare del giornalista che ha scritto l’artico e che mai negli ultimi tempi ricordi altrettanto solerte nel parlare degli scomparsi della scuola come ora nel descrivere ciò in cui tutti noi dobbiamo credere. Poco importa che tutto sia diverso: oggi è sabato e nella nostra città vogliamo tutti essere un po’ rilassati e darci le pacche sulle spalle.
The show must go on, dice l’articolo, e al Salone della comunicazione lo capiranno tutti, anche quelli che alle volte si fan venire il mal di fegato per niente: capiranno che qui a Novara stiamo tutti bene, che siamo tutti bravi e orgogliosi, e che i 287 tagli di quest’anno già danno i loro frutti al servizio dell’eccellenza della nostra scuola. E saranno proprio i nostri alunni a dircelo con i loro fumetti dedicati alla riforma Gelmini. Leggi su La Stampa che “sono stati bravissimi ed hanno usato il linguaggio ironico, divertente e accattivante”. “Hanno fatto centro”, dice il provveditore, e quello che pensi in quel momento è che l’unico a usare veramente un linguaggio ironico non è altro che lui, esattamente come quando, poche settimane fa, aveva avuto il coraggio di invitare quegli stessi alunni ai festeggiamenti per il centenario dell’aeroporto di Cameri. Forse che ignorasse che i costi per gli F35 ammontassero ai tagli fatti dalla Gelmini per razionalizzare la nostra scuola?
Già perché è proprio questo quello che pensi quando guardi alla nostra bella città al sabato mattina: che ci siano delle belle persone piene di umorismo che hanno tanta voglia di prenderti per il naso. Che ci siano tanti che ti hanno già seppellito e che non scrivono articoli su di te solo perché loro, infondo, non si occupano di necrologi. E quando in un sabato mattina come questo, immobile davanti alla pagina 52 de La Stampa, hai finito di ridere di tanta ironia, cominci allora a temere. E temi soprattutto per i quei tuoi alunni che un destino avverso vede guidati da un pifferaio la cui unica magia è quella di investire sul loro futuro con 130.000 tagli in tre anni. Se sei un precario sai benissimo allora che qualcuno su di te ha già “fatto centro” come accade alle lattine nelle fiere. Ma se ti rimane una speranza che non ti fa ancora sentire assolto o salvo, vuoi soltanto una cosa: che nessuno “faccia centro” sui tuoi alunni come qualcuno ha fatto su di te.