| Novara: Il gruppo PD in Provincia chiede di riaprire il bando del fondo di emergenza lavoro |
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| Scritto da Comunicato stampa |
| Venerdì 05 Febbraio 2010 16:16 |
Il gruppo del Partito Democratico in Provincia di Novara chiede di riaprire il bando del fondo di emergenza di lavoro senza vincoli temporali, affinché si aiutino effettivamente le numerose famiglie in stato di bisogno del novarese. Del bando stanziato dalla Provincia di Novara, soltanto grazie al contributo di numerose realtà territoriali, sono pervenute 130 domande: un numero ridotto, se rapportato ai numerosi lavoratori di aziende novaresi in crisi; il bando individuava come destinatari chi ha perso il lavoro entro il 30 giugno, escludendo di fatto realtà importanti come
Phonemedia.I risultati di questa superficiale azione politica di Sozzani sono sotto gli occhi di tutti: poche domande presentate a fronte di una crisi che ha coinvolto un bacino di persone ben più ampio, probabile slittamento dell’erogazione dei contributi, perdita di credibilità delle Istituzioni agli occhi dei cittadini. La capogruppo del PD in Provincia, Paola Turchelli, esprime sconcerto: “sarebbe bastata una maggiore concertazione con le varie parti sociali per individuare i termini corretti e aiutare il più ampio numero di novaresi senza lavoro. Ma ancora una volta questa amministrazione si contraddistingue per isolamento e mancanza di contatto con le istanze dei cittadini, azione che per un amministratore dovrebbe essere punto centrale di una buona politica.” |







Il gruppo del Partito Democratico in Provincia di Novara chiede di riaprire il bando del fondo di emergenza di lavoro senza vincoli temporali, affinché si aiutino effettivamente le numerose famiglie in stato di bisogno del novarese. Del bando stanziato dalla Provincia di Novara, soltanto grazie al contributo di numerose realtà territoriali, sono pervenute 130 domande: un numero ridotto, se rapportato ai numerosi lavoratori di aziende novaresi in crisi; il bando individuava come destinatari chi ha perso il lavoro entro il 30 giugno, escludendo di fatto realtà importanti come
Phonemedia.

