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AIN Novara: incontro sulla contraffazione. La relazione del direttore delle dogane di Novara
Scritto da Redazione
Mercoledì 07 Luglio 2010 14:49
Pubblichiamo la relazione letta dall’ing. Mazza (direttore dell’Ufficio delle Dogane di Novara) letta durante la conferenza stampa di oggi e gentilmente inviataci dall'AIN Novara, organizzatrice dell'iniziativa. "Buon giorno a tutti. Sono il Direttore dell’Ufficio delle Dogane di Novara. Mi accompagna il sig. Torre, Responsabile del Servizio Antifrode. Il nostro contributo riguarderà gli aspetti doganali della lotta alla contraffazione e della difesa del “made in Italy”. Se in passato la Dogana era deputata unicamente all’accertamento e alla riscossione dei diritti dovuti per l’immissione in consumo delle merci, in particolare
dei dazi, oggi ha anche, e vorrei quasi dire soprattutto, assunto il ruolo di presidio della regolarità del commercio, vale adire di garante del rispetto delle regole che presiedono ad un ordinato e sicuro sviluppo del commercio internazionale.
I fattori che hanno spinto le Amministrazioni doganali ad adeguarsi ai tempi,
per assicurare il rispetto delle regole del libero mercato, sono molteplici e fra i
più rilevanti figurano:
• la globalizzazione dei mercati e la conseguente crescita del commercio
transnazionale;
• l’integrazione delle imprese;
• le nuove tecnologie, soprattutto informatiche;
• l’accresciuta competitività del contesto in cui le aziende si muovono.
Oggi alle Dogane, nel loro ruolo di principale avamposto istituzionale per la
salvaguardia delle frontiere comunitarie, sono stati assegnati nuovi compiti,
in aggiunta a quelli tradizionali, ed in particolare:
• la tutela della sicurezza dei cittadini dell’Unione Europea per quanto
attiene alla salute pubblica e all’ambiente;
• il sostegno alla competitività delle imprese;
• la tutela della legalità attraverso la difesa dei diritti di proprietà
intellettuale e dei marchi.
Uno degli elementi di criticità introdotti dalla globalizzazione è individuabile
proprio nella progressiva erosione dei diritti di proprietà intellettuale:
marchi, brevetti ecc., in altre parole nell’erosione dell’anima stessa del libero
mercato.
In questi ultimi anni il fenomeno della contraffazione ha assunto un carattere
estremamente rilevante, venendo a costituire una seria minaccia per la
sicurezza internazionale, per la salute dei consumatori e per lo sviluppo
economico.
La commercializzazione di merci contraffatte, di merci usurpative e, in
genere, di tutte le merci che violano i diritti di proprietà intellettuale, produce
infatti notevoli danni ai fabbricanti e ai commercianti che rispettano le leggi,
nonché ai titolari dei diritti stessi, e inganna i consumatori, facendo talvolta
loro correre rischi per la salute e la sicurezza, in quanto difficilmente la
merce contraffatta rispetta gli standard previsti dalla normativa comunitaria e
nazionale.
L’imitazione fraudolenta di un prodotto può anche provocare deviazioni
del traffico commerciale e fenomeni di concorrenza sleale e produce un
gravissimo danno allo sviluppo della ricerca e alla capacità di invenzione e di
innovazione.
Il mancato sviluppo della ricerca determina il calo degli investimenti e lo
spostamento delle produzioni verso i mercati che offrono migliore tutela,
con l’inevitabile conseguenza della riduzione dei posti di lavoro offerti dalle
imprese.
La contraffazione è ormai diffusa in quasi tutti i settori della produzione e
del consumo: abbigliamento, pelletteria, orologi, scarpe, profumi, occhiali,
elettronica di consumo, software, sigarette, attrezzature sportive, mobili,
giocattoli, pezzi di ricambio per auto, pezzi di aerei, medicinali, prodotti
alimentari, liquori e l’elenco potrebbe continuare.
Alcuni di questi settori incidono immediatamente e direttamente sulla salute
dei consumatori, che deve essere tutelata mediante l’intervento preventivo
delle autorità di controllo e mediante l’azione repressiva, attraverso il
sequestro e la distruzione delle merci contraffatte e pericolose.
Tali merci vanno quindi, per quanto possibile, tenute lontano dal mercato,
applicando efficaci misure di contrasto alle attività illegali, senza ostacolare il
corso del mercato legittimo.
La strategia che l’Agenzia delle Dogane sta perseguendo per rafforzare
l’azione di contrasto alla contraffazione si basa naturalmente sulla specifica
normativa comunitaria (costituita dal Regolamento del Consiglio n. 1383 del
22.7.2003 e dal Regolamento della Commissione n. 1891 del 21.10.2004) e
sulla normativa nazionale recata dalla legge n. 80/2003, all’art. 4 commi 54 e
80.
Tale strategia si sviluppa:
• attraverso il potenziamento delle attività di intelligence e il
rafforzamento dell’azione di controllo in sinergia con gli altri
organismi nazionali, comunitari e internazionali, al fine di individuare i
meccanismi di frode e definire le misure di contrasto;
• attraverso l’aggiornamento continuo e tempestivo del circuito
doganale di controllo, allo scopo di assicurare la necessaria flessibilità
del sistema di analisi dei rischi in coerenza con l’evoluzione del
mercato;
• attraverso la stipula di protocolli d’intesa con gli operatori e con le
associazioni di categoria, per l’individuazione di specifici e particolari
indicatori di rischio utili all’attività di prevenzione e contrasto;
• attraverso lo sviluppo della banca dati multimediale
(F.A.L.S.T.A.F.F. =
dei prodotti autentici da
Fully Automated Logical System Against Forgery & Fraud)
tutelare, inserita nel sistema informativo AIDA (Automazione Integrata Dogane e
dell’Agenzia delle Dogane.
Accise)
Questa banca dati è alimentata direttamente, per via telematica, dalle stesse
imprese titolari del diritto e consente di confrontare, in tempo reale all’atto
dello sdoganamento, le caratteristiche dei prodotti sospettati di contraffazione
con quelle dei prodotti originali.
In estrema sintesi, ogni azienda che richieda un intervento di tutela di un
proprio prodotto genera, nella banca dati, una scheda in cui possono essere
registrate tutte le informazioni di carattere tecnico che lo contraddistinguono.
Della banca dati fanno parte anche le immagini del prodotto e la “mappa” dei
suoi itinerari doganali.
I funzionari doganali possono interrogare la banca dati ottenendo risposte
in tempo reale e, nei casi dubbi, possono richiedere l’intervento dei tecnici
delle associazioni di categoria e/o degli enti di certificazione della qualità dei
prodotti posti sotto tutela.
La banca dati si integra, inoltre, con il Circuito Doganale di Controllo e
permette di definire ulteriori profili di rischio, a cui sono collegate specifiche
azioni per la tutela dei prodotti protetti da marchio.
Il Circuito Doganale di Controllo analizza, in tempo reale, tutte le
dichiarazioni di importazione e di esportazione presentate in dogana e le
indirizza automaticamente ai canali di controllo abbinati ai profili di rischio,
elaborati anche in base ai parametri indicati dalle aziende con le schede
inserite in banca dati.
Con questa realizzazione l’Agenzia delle Dogane ha dato risposta concreta ad
alcune delle esigenze più pressanti nella lotta alla contraffazione: identificare
il maggior numero possibile di prodotti e strategie di contraffazione ed
intervenire il più rapidamente possibile: obiettivi raggiungibili solo con
strumenti telematici.
A tutt’oggi risultano presenti nella banca dati circa 1200 istanze di tutela,
concernenti oltre 4.400 prodotti.
A livello operativo locale, i controlli mirati a contrastare il fenomeno della
contraffazione sono stati:
- n. 64 nel 2009
- n. 52 nei primi 6 mesi 2010
tutti però, o per fortuna, con esito negativo.
A livello nazionale, i pezzi sequestrati sono stati:
- n. 17.457.000 nel 2007
- n. 9.006.000 nel 2008
- n. 12.760.000 nel 2009
Anche se non direttamente riferibili alla lotta alla contraffazione, per la tutela
della salute e della sicurezza dei consumatori rivestono primaria importanza
anche i controlli di carattere sanitario, atti ad impedire l’introduzione nel
territorio della Comunità di prodotti che non siano stati sottoposti a specifici
accertamenti in materia a cura degli organismi competenti.
In questo settore i controlli effettuati dall’Ufficio delle Dogane di Novara
sono stati:
- n. 45 nel 2009
- n. 25 nei primi 6 mesi 2010
anch’essi tutti con esito negativo
Positivi e consistenti risultati sono stati invece ottenuti nel settore della tutela
del “Made in Italy”, altro caposaldo dell’azione della dogana italiana, e che a
buon diritto può essere accomunata alla lotta alla contraffazione.
Se infatti questa seconda mira a tutelare il marchio di una singola azienda,
possiamo dire che la prima tutela il marchio dell’”Azienda “Italia”.
La normativa in materia (art. 4, comma 49, della legge 350/2003) vieta e
sanziona penalmente, proprio a tutela del Made in Italy, l’importazione e
l’esportazione a fini di commercializzazione ovvero la commercializzazione
di prodotti recanti:
- falsa indicazione di provenienza o di origine, che si configura mediante
l’apposizione della dicitura Made in Italy su prodotti e merci non originari
dell’Italia;
- fallace indicazione, che si configura, pur in assenza della dicitura Made
in Italy e anche qualora sia indicata l’origine o la provenienza estera
delle merci, se si utilizzano segni, figure, o quant’altro possa indurre il
consumatore a ritenere che il prodotto sia di origine italiana, incluso l’uso
fallace o fuorviante di marchi aziendali ai sensi della disciplina sulle
pratiche commerciali ingannevoli, fatto salvo quanto previsto dal comma
49 bis (che depenalizza quest’ultima ipotesi).
Il funzionario doganale che ravvisi la sussistenza delle fattispecie sopraddette
procede al sequestro delle merci e inoltra la relativa denuncia penale al PM
competente che potrà convalidare o meno il sequestro.
Ai fini amministrativi la merce può essere regolarizzata, previa autorizzazione
del magistrato, mediante l’asportazione della dicitura Made in Italy o
mediante l’apposizione di un’etichetta riportante l’esatta indicazione dell’
origine o, nel caso di fallace indicazione dell’origine, mediante l’asportazione,
a cura e spese del trasgressore, dei segni, delle figure e di quant’altro possa far
ritenere che si tratti di un prodotto italiano.
Con il D.L. n. 135/2009 del 25/09/2009 convertito dalla legge n. 166/2009,
all’art. 4 della legge 350/2003 è stato aggiunto il comma 49 bis con il quale
viene ampliata la casistica della “fallace indicazione d’origine” e viene
però depenalizzata l’ipotesi di uso fuorviante del marchio, prevedendo
una sanzione amministrativa da 10.000 a 250.000 euro e la confisca
amministrativa della merce.
Come detto, in questo settore l’azione dell’Ufficio delle dogane di Novara ha
conseguito risultati alquanto apprezzabili:
sequestri anno 2008
- 19.168 valvole per rubinetteria (fallace indicazione di origine)
- 290 telai per bicicletta (fallace indicazione di origine)
-
sequestri anno 2009
- 1.052
articoli di rubinetteria finita (fallace indicazione di origine)
- 253.258 articoli di rubinetteria finita (fallace indicazione di origine)
- 1.269
articoli di rubinetteria finita (fallace indicazione di origine)
sequestri anno 2010
- 1.604 confezioni di calzature (uso fuorviante del marchio)
- 3.739 articoli di rubinetteria finita (uso fuorviante del marchio)
- 1.460 articoli di rubinetteria finita (falsa indicazione di origine)"