| Novara: i lavoratori della scuola si mobilitano |
|
|
|
| Scritto da Comunicato stampa (segnalazione M. Miglio) |
| Martedì 31 Agosto 2010 09:56 |
|
In piena crisi economica il governo Berlusconi finisce la distruzione della scuola pubblica, vara un piano di 150mila licenziamenti, senza pari nella storia repubblicana, e ipoteca la possibilità per i giovani di accedere ad una istruzione pubblica e di qualità. Si aumenta il numero degli alunni per classe, si riducono le ore degli insegnanti di sostegno, si eliminano indirizzi di studio, si tagliano i finanziamenti alla ricerca e all’università. In una frase, si fa cassa sulla pelle dei lavoratori e degli studenti. Questo è il significato dei tagli a scuola , università e ricerca. La Gelmini prova a confondere le acque con la sua reazionaria campagna ideologica sul “merito” da premiare, gemella di quella di Brunetta sui “fannulloni”, ma la realtà è ben diversa: la riforma delle superiori è solo l’ennesimo trucco per falcidiare migliaia di posti di lavoro, lasciando a casa insegnanti con anni di servizio
alle spalle, rendendo le classi sovraffollate e sovraccaricando il lavoro di chi resta. E anche per i precari e il personale di ruolo che riescono a lavorare , la situazione non è affatto rosea: blocco degli scatti di anzianità (senza alcuna possibilità di recupero una volta passata la crisi) , blocco dei contratti e degli aumenti stipendiali, aumento dell’età pensionabile. Per tutto questo, ogni lavoratore perderà, nei prossimi 3 anni, dagli 800 ai 3000 euro in tre anni.
Ciliegina sulla torta, nonostante la crisi, i finanziamenti alla scuola privata continuano a piovere generosamente, chiarendo sempre più che la dimensione verso la quale si vuole spingere la scuola è quella della privatizzazione, delle scuole di serie A per chi se le può permettere e delle scuole di serie B per chi non ha alternative. L’attacco all’istruzione e all’università è di proporzioni devastanti. Si prospetta un anno con classi sovraffollate ( e di conseguenza con una normativa sulla sicurezza disattesa nei fatti), con un contingente di insegnanti di sostegno ben al di sotto delle reali necessità, con migliaia di lavoratori qualificati ma disoccupati e senza ammortizzatori sociali e altre migliaia che, pur lavorando, hanno un avvenire precario senza prospettive di assunzione . È necessaria un’azione decisa per opporsi alla distruzione della scuola e dell’università pubbliche: Ritiro della legge 133 (150mila tagli nella scuola) Ritiro dei DDL Aprea e Goisis di aziendalizzazione e regionalizzazione della scuola pubblica Ritiro della legge Brunetta Ricorso alla Procura della repubblica sulle violazioni accertate alla normativa sulla sicurezza Assemblee sindacali in orario di servizio nei primi giorni di scuola , per organizzare le mobilitazioni e le forme di protesta Adesione alla giornata europea di mobilitazione in difesa della scuola, università e ricerca, proclamata per il prossimo 29 settembre Rifiuto di accettare cattedre eccedenti le 18 ore, per salvaguardare posti per i precari Blocco dei progetti e delle attività aggiuntive Non accettazione in aula di alunni di altre classi, nel rispetto della normativa sulla sicurezza, se non in presenza di ordine di servizio scritto in cui i dirigenti scolastici si assumono la responsabilità del sovraffollamento Blocco dei viaggi di istruzione e delle gite Rifiuto delle ore di supplenza per colleghi assenti PER DISCUTERE DI TUTTO QUESTO LA FLC-CGIL E IL COMITATO PRECARI DI NOVARA INDICONO UN’ASSEMBLEA PRESSO LA CAMERA DEL LAVORO DI NOVARA IN VIA MAMELI 7/B IL GIORNO 3 SETTEMBRE ALLE ORE 17,00. |
| Ultimo aggiornamento Martedì 31 Agosto 2010 09:58 |


.jpg)






.jpg)

