| Qualche domanda per il sindaco Giordano. Domanda numero 2: le alienazioni |
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| Scritto da R. Leggero |
| Giovedì 29 Gennaio 2009 18:24 |
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La situazione dei comuni, infatti, è tanto difficile dal punto di vista economico, che molti amministratori leghisti hanno proclamato nei giorni scorsi una sorta di sciopero nei confronti del governo dichiarando che non avrebbero rispettato il patto di stabilità. Il patto di stabilità vincola il comune al rispetto di due parametri: il bilancio della parte corrente del comune (1) e i pagamenti e gli incassi effettivi (2). Questi due parametri devono stare al di sotto di un certo tetto stabilito dallo Stato. Il sindaco Giordano nei giorni scorsi ha affermato «Faremo di tutto per sforare il patto di stabilità e poi vogliamo vedere se non ci trattano come Roma». Poi, evidentemente, il sindaco è venuto a più miti consigli. Una tale decisione, infatti, avrebbe significato fare una dichiarazione pesantissima e negativa sull'attività finora svolta dall'esecutivo di cui la Lega è parte importante. Dunque, poiché l'Ici non c'è più e il patto di stabilità viene rispettato ecco che il comune inserisce nel bilancio preventivo la vendita di beni pubblici. Un po' come quando si vende l'argenteria di famiglia perché i soldi sono finiti. La cosa curiosa è che già l'anno scorso, quando sembrava che ci fossero molti soldi disponibili e si presagiva appena la crisi economica incombente, il comune aveva deciso di vendere un buon numero dei suoi beni più pregiati. Il bilancio preventivo del 2008, infatti, prevedeva alienazioni per ben 12 milioni 426 mila euro. Purtroppo il bilancio consuntivo 2008 ci ha svelato che di quei 12 milioni e 450mila euro il comune ne ha incassati solo 3 perché i beni sono rimasti invenduti. Non saremo troppo acidi se commentiamo che è stato un vero fallimento? Nei giorni prossimi cercheremo di essere più precisi anche su alcune di queste tentate vendite. In ogni caso è stato un duro colpo. Sappiamo infatti che le spese fisse del comune di Novara si mangiano una cifra compresa tra il 90 e il 95% delle entrate e che per questa ragione c'è molta rigidità nell'azione del comune. Questa situazione dipende dalle scelte fatte dagli amministratori negli anni scorsi, scelte che hanno portato all'apertura di mutui onerosi (ne parleremo in un prossimo articolo). L'idea dell'amministratore è dunque quella di riproporre le alienazioni per incassare qualcosa. Notiamo che quest'anno la giunta ha deciso di essere un po' più prodente, scrivendo a bilancio solo 3 milioni e 450 mila euro derivanti da alienazioni (sperando che non siano gli stessi beni dell'anno prima riproposti in vendita a prezzo stracciato). L'anno scorso dalle alienzioni il comune ha ricavato il 24% circa del previsto. Quest'anno si prevedono incassi per 3 milioni e 450 mila euro. Se la percentuale rimane quella dell'anno scorso (senza contare la crisi) si incasseranno 828.000 euro. La nostra domanda per il sindaco è dunque la seguente: il comune pensa davvero di incassare 3 milioni e 450 euro o ci dobbiamo aspettare di vedere scritta una cifra diversa nel bilancio consuntivo 2009 come è accaduto l'anno scorso? [ - Continua - ] |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Gennaio 2009 14:48 |


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