| Affatto af...Fini |
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| Scritto da M. Pellegatta |
| Venerdì 04 Settembre 2009 12:19 |
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Ora possiamo dirlo: il presidente della Camera Fini è un visionario, un uomo proiettato nel futuro. I maliziosi pensano che si sia scelto il ruolo di presidente dell'Assemblea di Montecitorio per sottrarsi all'avvilente futuro di delfino senz'acqua di un capo che non gli mollava nulla. Anzi gli stava togliendo, come poi è avvenuto, anche il suo partito. Che fare? Invecchiare nell'attesa del trono come quel bamba di Carlo d'Inghilterra? La soluzione, ammettiamolo, è anche intelligente: ritagliarsi un ruolo istituzionale da cui poter esprimere idee e opinioni libere. Eccolo allora Fini che ci ricorda che i migranti sono persone, che lo stato è laico, che chi lavora ha
diritto al voto anche se non è nato qui, e via così fino al più recente invito a smetterla con l'uso dei media per scopi diffamatori.
Però una domanda possiamo farcela: a chi parla l'onorevole Fini? Non al suo ex capo, che dal giorno del predellino in Piazza San Babila, quando fondò un nuovo partito, chi non c'è peggio per lui, lo vive come un fastidioso grillo parlante. Non ai politici del Pdl che, in ossequio a un partito che si richiama alla libertà, non si permettono mai di esprimere un parere che possa lontanamente dissociarsi da quanto dice il capo. Non agli ex di Alleanza Nazionale, da lui proiettati in un nuovo partito in cui possono chiedere un terzo dei posti e poco altro. Forse a qualche elettore di destra che, tappandosi naso, orecchi e occhi, vota controvoglia quello che offre il convento; ma sono pochi in una folla di entusiasti. A chi parla l'onorevole Fini? Alle persone che sperano in un'opposizione, come se bastassero i suoi distinguo per sperare in un ritorno a una politica civile? Alle donne, quando ha denunciato il pericolo che alle ultime elezioni europee il Pdl presentasse liste di aspiranti politiche senza arte né parte? Forse parla a qualche osservatore straniero affinché si sappia che la destra italiana potrebbe avere valori nobili. Un pochino parla alla Chiesa cattolica a cui ha recentemente dato il dispiacere di dichiararsi privo di fede e per una politica laica. Insomma l'onorevole Fini è proprio avanti, molto più della politica messa in campo dal suo partito. E' un visionario che ci vuole dire che ci può essere una destra diversa, capace di governare con le proprie idee ma comunque per il bene comune (chi guarda fuori dal nostro orticello lo sa: in Francia, ma non solo, la destra è un'altra cosa e ci si può anche confrontare). E' un politico che si mette in prima fila per guidarla la destra, così come se la immagina. Se un giorno realizzerà il sogno di essere a capo di una destra così, sarà divertente vedere quanti di quelli che oggi fanno parte del partito a gestione padronale si diranno suoi convinti seguaci. Sarà divertente sì! Forse esilarante. Restiamo in attesa: mancano quattro anni alla fine della legislatura. O forse, dando ascolto all'onorevole Fini, un po' meno. |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Settembre 2009 12:21 |


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