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"Giurai a me stessa...": Marcella Balconi (1919-1999). Un libro, un ricordo e una proposta
Scritto da R. L.
Domenica 10 Gennaio 2010 10:51
Finisce la guerra, Marcella Balconi riceve l'incarico di raccogliere le foto e le biografie dei partigiani caduti nella zona, in gran parte giovanissimi. E' un'esperienza sconvolgente, da lei descritta come un senso di catastrofe irrimediabile. Quel periodo verrà dalei ricordato ancora molti anni dopo come una pena senza limiti (...) fu nel pieno dello sconforto (...) che emerse in lei l'idea, l'illuminazione, che diventerà la sua ragione di vita. Nei sentimenti da cui era invasa, Marcella Balconi rivide la storia collettiva dei vent'anni precedenti, quando di fronte alle intimidazioni e alle violenze fasciste, la popolazione aveva sempre più chinato la testa ed aveva rinunciato ai propri ideali e alle proprie aspirazioni, e la sua famiglia si era ritrovata sempre più isolata (...) l'esisto catastrofico del ventennio era ora lì, davanti a lei, materializzato nelle foto e nelle storie di tanti ragazzi. Scopo della sua vita , d'ora in avanti, sarebbe stato di concorrere alla formazione, nella nuova generazione, di un senso di dignità, di libertà, di autostima, che mai potesse lasciare spazio alla passività, alla rassegnazione, all'acquiescenza alla violenza e alla prepotenza del potere. (GC. Grasso - E. Crivelli, Marcella Balconi: l'investimento appassionato di una vita, in Una vita in forma di dialogo. Marcella Balconi (1919-1999), a c. di G. Veronica, Borgomanero 2009, p. 112). C'è un dato di fatto che spicca se consideriamo la vicenda umana di Marcella Balconi: Novara l'ha dimenticata. Anche quella forma minima di ricordo e commemorazione rappresentata dalle borse di studio erogate dal comune a suo nome è stata cancellata dalla maggioranza che governa Novara. Ma se diciamo questo non è per fare della sterile polemica politica sfruttando un personaggio illustre. Perché, in realtà, è la città intera che si è scordata di lei. Venerdì scorso, alla presentazione del volume Una vita in forma di dialogo. Marcella Balconi 1919-1999 (a c. di G. Veronica, Borgomanero 2009, pp.153. Nella foto un momento della serata) è stato evidenziato come il nome di Marcella Balconi sia conosciuto di più all'estero che in patria e più fuori da Novara che in città. Eppure il cursus honorum della Balconi avrebbe richiesto ben altra attenzione: laureata in medicina quando le donne che raggiungevano la laurea erano pochissime, come ricercatrice la Balconi lavora in Italia e, dopo la guerra, in Francia, specializzandosi in un settore, quello della neuropsichiatria infantile che era pressoché sconosciuto in Italia. Opera con il più famoso medico novarese dell'epoca, il professor Fornara, a sua volta pediatra di fama internazionale, antifascista e uomo politico. Durante la seconda guerra mondiale la Balconi raggiunge posizioni di comando nel movimento partigiano che le varranno il titolo di maggiore dell'Esercito italiano a guerra conclusa. Sindaco di Grignasco, consigliera comunale a Novara, onorevole nelle file del PCI, la Balconi prosegue la sua attività professionale e sul territorio fino alla morte avvenuta nel 1999. L'attenzione nei confronti del modo infantile, appresa durante la guerra e trasferita nella pratica lavorativa hanno fatto della Balconi un "medico, scienziata pioniera della mente infantile, docente universitaria aliena dai recinti autistici dell'accademia (...) educatrice, sociologa e operatrice sociale, ma anche antropologa (...) se non altro per la lunga e paziente auscultazione delle differenze degli esseri umani, e poi amministratrice pubblica, rappresentante del popolo in Parlamento a promuovere leggi di alto profilo socio-asistenziale destinate alla collettività dei cittadini, partigiana combattente. Avversaria della neutralità e dell'indifferenza" (dalla Introduzione al volume di Francesco Omodeo-Zorini).
Giuseppe Veronica, curatore del volume ha detto durante la presentazione: "Una piccola città di provincia come Novara dovrebbe essere fiera di aver ospitato e di aver avuto come amministratrice una studiosa di fama internazionale. Non sono moltissimi le personalità di tale livello che Novara può vantare e che innalzano la città ad un livello ben superiore". Durante la serata, in cui si sono mescolati ricordi personali dei presenti e riflessioni degli studiosi che hanno lavorato al volume, una giusta proposta è stata avanzata da Gian Carlo Grasso, studioso e collaboratore della Balconi: "Il consiglio comunale ha rifiutato l'intitolazione di una strada a Marcella? Mha, sapete, anche se avesse accettato qual è il senso di avere magari una strada di periferia dedicata a Marcella? C'è invece una proposta che si può fare e che avrebbe un senso: dedicarle il Parco dei Bambini", una sua invenzione per i piccoli della città.
La giunta cittadina attuale, o la prossima, visto che le elezioni si avvicinano, avrà il "coraggio" di fare ammenda di un oblio durato più di dieci anni e restituire alla città il ricordo e l'esempio di una sua figlia illustre inaugurando il "Parco dei Bambini Marcella Balconi"?
Una vita in forma di dialogo. Marcella Balconi (1919-1999), a c. di G. Veronica, Borgomanero 2009, p. 135. Il volume è reperibile presso l'Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel Novarese e nel Verbano Cusio Ossola "Piero Fornara", Novara, Corso Cavour n°15. Tel. 0321-392743 / Fax. 0321-399021. E-mail:
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Ultimo aggiornamento Domenica 10 Gennaio 2010 16:31