| Vespolate: il castello del vescovo |
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| Scritto da Comunicato stampa |
| Lunedì 06 Settembre 2010 15:13 |
Il Comune di Vespolate in collaborazione con Provincia di Novara e Fondazione Persona, presenta domenica 12 settembre alle ore 21.30 in piazza della Rocca di Vespolate: "IL CASTELLO DEL VESCOVO CONTE" sons et lumières ambientato nel XV secolo su Bartolomeo Visconti, San Bernardino da Siena, sul Beato frà Tommaso Caccia e sul... castello di Vespolate con la partecipazione della popolazione di Vespolate e di don Pier Davide Guenzi (docente di Teologia Morale all'Università Cattolica di Milano e alla Facoltà Teologica di Torino) soggetto: Marco Bossi e Gianni Dal Bello. Il "testimone" della vicenda raccontata è il Palazzo vescovile (o castello) di Vespolate, una delle dimore appannaggio del vescovo di Novara che in seguito si fregiò a
nche del titolo di "Principe di Orta, Soriso e Vespolate".Il "protagonista" principale è un frate francescano che si trova nelle vesti di narratore ad accompagnare lo spettatore in una serie flash back durante l'episcopato di Bartolomeo Visconti a metà del Quattrocento. Si tratta del Beato Tommaso Caccia (ben raffigurato anche in un affresco nella chiesa del convento francescano di San Nazzaro alla Costa) che proprio in quegli anni, con i confratelli Matteo Noli e Pacifico da Cerano (entrambi beati) vive il momento della fondazione del convento dedicato a San Francesco sulla strada tra Novara e Vespolate. Un convento la cui trasformazione in sito francescano è tradizionalmente attribuita a San Bernardino da Siena che in quegli stessi anni predicò nel territorio Novarese (nella chiesa di San Giovanni in Vespolate è effigiato su una delle pareti). Il "co-protagonista"è appunto il vescovo-conte Bartolomeo Visconti, della famiglia degli Aicardi, personaggio eclettico e avventuroso che servì i Duchi di Milano (Filippo Maria Visconti e Francesco Sforza). Alto prelato e diplomatico di rilievo oltre che letterato: partecipò al Concilio di Basilea dove venne nominato un antipapa (Felice V) e prese parte a una congiura contro papa Eugenio IV. Suo segretario fu Enea Silvio Piccolomini, poi Papa Pio II. Era vescovo quando si tenne il processo a Giovannina Bovarini. Gli "altri personaggi" sono tutti presi in prestito dalla Storia che ha attraversato le terre Novaresi: San Bernardino da Siena, che come detto predicò da queste parti, cardinali, notabili, letterati e monaci che si trovarono ad intrecciare la vicenda di Tommaso Caccia. Lo "spettacolo" è nella formula dei sons et lumières alla francese con narrazione, dialoghi, musiche, suoni, luci, proiezioni, figuranti in costume. I quadri saranno inframmezzati da brevi interventi di don Pier Davide Guenzi che guiderà il pubblico a una maggior comprensione delle dinamiche storiche ed ecclesiastiche del periodo. Hanno prestato la propria voce ai personaggi alcuni abitanti di Vespolate, tra cui lo stesso sindaco. In caso di cattivo tempo lo spettacolo verrà presentato in forma ridotta nel cinema teatro "Zabarini". Ingresso libero Regia: Gianni Dal Bello Editing audio: Roberto Orfella Costumi: Rocco Belfiore |


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Il Comune di Vespolate in collaborazione con Provincia di Novara e Fondazione Persona, presenta domenica 12 settembre alle ore 21.30 in piazza della Rocca di Vespolate: "IL CASTELLO DEL VESCOVO CONTE" sons et lumières ambientato nel XV secolo su Bartolomeo Visconti, San Bernardino da Siena, sul Beato frà Tommaso Caccia e sul... castello di Vespolate con la partecipazione della popolazione di Vespolate e di don Pier Davide Guenzi (docente di Teologia Morale all'Università Cattolica di Milano e alla Facoltà Teologica di Torino) soggetto: Marco Bossi e Gianni Dal Bello. Il "testimone" della vicenda raccontata è il Palazzo vescovile (o castello) di Vespolate, una delle dimore appannaggio del vescovo di Novara che in seguito si fregiò a
nche del titolo di "Principe di Orta, Soriso e Vespolate".
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