| IL TREMONTI-PENSIERO VUOLE ELIMINARE LA COSTITUZIONE |
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| Scritto da Carlo Migliavacca |
| Domenica 06 Giugno 2010 11:58 |
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“Care amiche, cari amici che vi fregiate del titolo di Promotori della Libertà e credo che dobbiate convenire con me che è qualcosa che ti fa sentire importante, che ti fa sentire inserito in una battaglia appunto di libertà per la promozione della quale dobbiamo tutti insieme lottare perché, ricordiamocelo, questa libertà è tutti i giorni messa in dubbio dall’oppressione fiscale, dall’oppressione tributaria, dall’oppressione giudiziaria” Silvio Berlusconi, messaggio ai Promotori della libertà, 5 giugno 2010. Dopo i tentativi in atto (e giunti quasi a compimento) di mettere il bavaglio a Magistratura, Informazione, Cultura e Scuola pubblica, presto questa maggioranza di governo si vedrà costretta ad imbavagliare anche
la Guardia di Finanza, perché impegnata in modo troppo serio a combattere l’evasione e l’elusione fiscale causando seri danni a coloro che «se ne fanno un baffo» delle regole e delle leggi. Il modo migliore per aggirare vincoli e regole è la modifica dell’articolo 41 della Costituzione spacciandolo come un grande progetto per rilanciare la crescita dell’economia italiana bloccata «dall’eccesso di regole» che bloccano la strada per lo sviluppo; un modo come un altro, meglio se legalizzato, per permette ai soliti «banditi» di agire indisturbati ed evitare la probabile galera, se pescati, e pagamenti milionari. Ma non bisogna dirlo, è necessario nascondere le vere motivazioni, è opportuno far passare il concetto che se non si cambiano le regole va tutto alla malora; esattamente quello che succedeva nel periodo fascista per far credere agli italiani che le decisioni adottate da Mussolini andavano per il verso giusto, mentre nella realtà erano scoppole a non finire.
L’art. 41 della Costituzione dispone che: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”. Che cosa ci sia da modificare in questo articolo è incomprensibile considerato che viene riconosciuta un’economia di mercato nella quale un ruolo propulsivo centrale spetta all’iniziativa dei privati; l’iniziativa economica, a sua volta, consiste specificatamente nella destinazione di capitali a impieghi produttivi, il che significa che la Costituzione ha dato per scontato un sistema di produzione di tipo capitalistico. L’attività economica dei privati non può svolgersi in modo tale da contrastare con i diritti fondamentali dell’uomo ed è giusto che sia indirizzata, coordinata e controllata, perché il suo esercizio consenta il raggiungimento degli obiettivi sociali previsti dalla Costituzione. Il Tremonti-Pavolini pensiero (Alessandro Pavolini dal 1939 al 1943 fu ministro della Cultura Popolare fascista. Tra i principali e quotidiani compiti del ministero assegnato a Pavolini v'era la redazione delle «note di servizio», le cosiddette «veline» del Minculpop che imponevano ai media italiani cosa dire e come dirlo; cioè dare «indicazioni obbligatorie» per la presentazione degli avvenimenti, di politica interna, estera o di economia. Queste direttive non solo erano censorie e distorcenti, ma anche tanto stravaganti e ridicole che divennero oggetto di scherno e derisione all'interno dello stesso apparato fascista.), però, della Costituzione «se ne fa un baffo» e intende eliminare tutti quei lacci e laccioli che, secondo lui/loro, vanno a mettere dei paletti ben precisi alle «libertà d’Impresa banditesche», spacciandoli come semplice burocrazia da eliminare. Questo personaggio, assieme a tutti quelli del governo Berlusconi, vogliono eliminare la Costituzione! |
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Gianni Zaninetti
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