| Alta velocità: un'occasione perduta per Novara |
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| Scritto da P. Turchelli (Pd) A. Ferrari (Pd) |
| Venerdì 04 Dicembre 2009 15:01 |
Sabato alle 15.30 partirà da Torino Porta Nuova il primo treno che raggiungerà Milano in 50 minuti. Taglio del nastro affidato al premier Silvio Berlusconi, grande sfolgorio di luci e tappeti rossi. E molti politici anche locali pronti ad appuntarsi coccarde d’occasione. La verità è che a Novara abbiamo ben poco da festeggiare. Perché quel treno per la nostra città, e per il Novarese in generale, sarà solo un puntolino rosso che si allontana velocemente. Cosa è accaduto? Semplicemente si sono avverate le previsioni che per anni la giunta provinciale guidata dal Pd e l’opposizione in consiglio comunale avevano ripetuto
inascoltate.Quanto oggi viene inaugurato è figlio legittimo di un accordo-bidone costruito da una filiera ben identificata in casa An (ora Pdl) che da Roma arrivava fino in riva all’Agogna. Erano gli anni del precedente governo Berlusconi, della giunta Ghigo a Torino e della giunta Pagani a Palazzo Natta. Si riempirono le carte di mirabolanti progetti per i quali non c’era una lira in bilancio. E così la famosa “stazione in linea” è tuttora una stazione da Far West, con un binario e una pensilina. Nessuna reale utilità per Novara, e una serie di danni ambientali mai risarciti con le promesse opere di compensazione. Nei cinque anni di amministrazione di centrosinistra in Provincia abbiamo più e più volte denunciato questa realtà inconfutabile, riuscendo anche a riaprire la trattativa con Rfi sul nodo di Novara, cercando insieme anche soluzioni a problemi che toccano da vicino i cittadini come quello dei passaggi a livello sulla Novara Domodossola e sulla Novara Mortara. Il sindaco di Novara, invece, come la nostra opposizione in consiglio comunale ha sempre denunciato, ha trascorso gli stessi anni a buttare fumo, aprendo inutili polemiche con l’allora presidente Vedovato, cercando nemici ovunque, con sceneggiate vergognose, solo per nascondere la verità. Con il bel risultato di indebolire l’azione della Provincia e della Regione Piemonte, vanificando gli sforzi per rimettere in carreggiata i progetti, e quindi non convincendo chi doveva intervenire con finanziamenti a farlo davvero. Così sabato inaugureremo una linea che non serve a Novara Giordano, Sozzani con il ghota del centrodestra locale, non mancheranno certo la “photo opportunity”. E chissenefrega del resto, a cominciare dalle sorti dei pendolari che neppure potranno usarla l’Alta Velocità. Per loro, ancora pane ed acqua: proprio in questi giorni è stata presentata l’indagine di Legambiente “Pendolari 2009″, dalla quale emerge che la tratta Torino Milano è campione assoluto nei ritardi. Altro che “Frecciarossa”….. |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Dicembre 2009 17:57 |
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Sabato alle 15.30 partirà da Torino Porta Nuova 
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Bresso attacca le Ferrovie: «Un massacro». Torino-Milano, colpite le fasce medie
alessandro mondo
torino
Il tempo di scorrerlo, e il nuovo orario ferroviario invernale - in vigore dal 13 dicembre - ha già innescato un nuovo caso diplomatico tra Regione e Trenitalia: la goccia che ha fatto traboccare il vaso dopo la polemica legata alla decisione di attestare i treni veloci a Porta Nuova saltando la fermata di Porta Susa.
Se sul secondo fronte lo scontro oppone il sindaco Chiamparino e Mauro Moretti, la polemica sull’orario provoca la discesa in campo di Mercedes Bresso e dell’assessore ai Trasporti Borioli. Un film già visto, alla luce dei duelli verbali che da mesi contrappongono la «zarina» al numero uno delle Ferrovie. La bozza del nuovo orario è liquidata dalla Regione come «un vero massacro nelle fasce dei servizi intermedi» e rispedita al mittente. Le Ferrovie, che ormai considerano il Piemonte un terreno minato, replicano da Roma con due considerazioni. Primo: quella presentata ieri è solo una bozza suscettibile di modifiche. Secondo: i treni contestati non sono compresi nel contratto di servizio regionale, né in quello statale. Di risorse pubbliche manco a parlarne. Conclusione: Trenitalia, sostenendo il costo del servizio, «ha l’obbligo di valorizzare le tratte più remunerative in termini di domanda».
La «querelle» riguarda i «collegamenti veloci» - Intercity, Eurostarcity ed Eurocity -, sottoposti ad una sforbiciata che per Bresso e Borioli equivale «a una desertificazione del servizio». Addio ai collegamenti diretti con la Puglia, Venezia e Trieste. Le coppie di «Frecciarossa» sulla Torino-Milano saranno «solo sette». «Poche per una linea nuova - tuona Bresso -, ci sentiamo presi in giro». In alcune fasce, rincara Borioli, restano solo i treni regionali a coprire la tratta lasciando voragini nei collegamenti veloci: sei ore all’andata (8-14) e tre ore al ritorno (18-21). «Le Ferrovie lanciano la sfida all’aereo ma dimenticano quella, forse più importante, con l’auto». Nel Piemonte sud-orientale sopravvive un collegamento verso Roma (l’alternativa è passare da Milano). Nel Verbano «vengono baypassate le stazioni di Verbania e Arona dei treni ex Cisalpino. A questo si aggiunge un buco di 5 ore, 10-15, tra Domodossola e Milano in andata e di altrettante tra Milano e Domodossola al ritorno (12-17). Se il buongiorno si vede dal mattino, dal 13 dicembre - quando l’entrata in vigore del nuovo orario coinciderà con il servizio ad Alta Velocità Torino-Milano - si prefigura un disastro.
Quanto basta per allertare anche il sindaco: «Ho parlato con la Regione, direi che a questo punto la questione dell’orario mi sembra anche più seria di Porta Susa. Penso in particolare ai collegamenti con Milano: alla faccia di MiTo...». Sulla polemica originata dalla soppressione della fermata di Porta Susa è tregua armata. Moretti, prima per telefono (mercoledì) e poi con una lettera faxata ieri in Comune, ha spiegato al sindaco il nodo della questione: la decisione di attestare i treni veloci a Porta Nuova nasce dall’esigenza di non sovrapporli a quelli del trasporto locale che già sostano nella fermata della nuova Porta Susa.
Sarà così fino al 2012, quando la costruzione della seconda galleria, parallela alla prima, permetterà di diversificare il traffico. Questo il senso della telefonata, definita «cordiale» da Chiamparino»: «Moretti ha assicurato che, una volta a regime, Porta Susa sarà la stazione ad alta velocità di Torino». Tutto chiaro? Il sindaco, che si era ripromesso di movimentare il viaggio inaugurale del primo «Frecciarossa» attendendolo per protesta a Porta Susa, prende tempo: «Non ho capito se, alla fine, i treni veloci fermeranno solo a Porta Susa o anche a Porta Nuova. Quanto alle spiegazioni delle Ferrovie, le farò verificare. Voglio capire se sono reali oppure figlie, come dire?, di pigrizia burocratica». Il punto di mediazione è contenuto nella proposta di Chiamparino: «Se i problemi sono insormontabili, facciano fermare almeno un paio di Frecciarossa a Porta Susa nelle ore più calde». La partita è aperta.
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